Storia delle tecniche

Approfondimenti

Note di storia del vetro, del mosaico antico e degli specchi convessi — la tradizione tecnica che continua a ispirare il lavoro di laboratorio.

La storia del vetro si perde in tempi remoti
Storia del vetro

La storia del vetro si perde in tempi remoti

Storia ed evoluzione di una tecnica millenaria

La nascita del vetro viene fatta risalire, nella Storia Naturale di Plinio il Vecchio, a parecchi millenni prima della nascita di Cristo. Mercanti fenici, sbarcati su una spiaggia sabbiosa, avrebbero acceso il fuoco su pani di natron (carbonato idrato di sodio) usato per imbalsamare e trasportato sulle loro navi. Dalla fusione del natron e della sabbia ricca di silice si sarebbe prodotta una materia densa e viscosa che raffreddandosi diventava brillante alla luce del sole.

Nel processo la silice è la materia prima, mentre il carbonato di sodio è il fondente: abbassa il punto di fusione della silice permettendole di liquefare a 1200°C anziché a 2000°C.

Già dal VI millennio a.C. l'uomo utilizzava un materiale vetroso naturale, l'ossidiana — una roccia silicea di origine vulcanica. La leggenda fenicia, vera o no, racconta del ruolo che questo popolo di navigatori e mercanti ebbe nella divulgazione di una meravigliosa materia.

Il mosaico greco e il mosaico romano
Storia del mosaico

Il mosaico greco e il mosaico romano

I primi mosaici

I reperti archeologici delle città di Ur e Uruk testimoniano che i Sumeri, nel 3000 a.C., abbellivano le loro costruzioni con decorazioni geometriche realizzate inserendo nella malta fresca coni di argilla dalla base smaltata di bianco, nero e rosso, che servivano anche a proteggere la muratura in mattoni crudi.

Risale a questo periodo lo Stendardo di Ur, mosaico portatile a forma di leggìo decorato in una tecnica simile alla tarsia marmorea con lapislazzuli, conchiglie e calcare rosso, le cui vicende sono narrate per fasce sovrapposte.

Le tracce più antiche di una primitiva decorazione musiva in Grecia risalgono al V-IV secolo a.C., con la diffusione di mosaici pavimentali di sassolini — lithostrota — nati più con funzioni pratiche che estetiche. La tecnica a ciottoli raggiunge l'apice a Pella, città natale di Alessandro Magno, dove si rappresentano animali, scene di caccia, episodi della mitologia. Qui appare per la prima volta il nome di un autore: Gnosis.

Specchi convessi — "Sorcière"
Gli specchi Sorcière

Specchi convessi — "Sorcière"

Inserito tra le pareti domestiche delle abitazioni nord europee, lo specchio convesso è documentato nelle opere di vari pittori, tra cui spicca il capolavoro di Jan Van Eyck — il Matrimonio Arnolfini, 1434 — custodito alla National Gallery di Londra.

Porzione della più nota sfera magica, fin dai tempi antichi è stato considerato il portafortuna della casa, un occhio che protegge i suoi abitanti. Da qui il nome in francese di Oeil de Sorcière, occhio della strega.

Venne anche chiamato Specchio dei banchieri: la capacità di riflettere un angolo visuale molto maggiore di uno specchio normale lo rendeva utile a banchieri, cambiavalute e orefici per controllare lo spazio non visibile direttamente — come testimonia Il Cambiavalute e sua moglie di Quentin Metsys (1514), conservato al Louvre.

Da molti anni realizzo Specchi Magici con diversi tipi di cornice. Tutti gli specchi che produco sono disegnati e decorati a mosaico nel mio laboratorio di Milano. La realizzazione interamente artigianale fa di ognuno un pezzo unico: ho abbandonato l'idea di un catalogo, che avrebbe compromesso questa unicità.